Recensioni


Giuseppe Iaconis, staminali di
Calabria e profumo di gelsomino

di Antonio V. Gelormini

La metafora nella metafora, di un’identità antica e autoctona – come quella tenace e volitiva di Calabria – declinata nei caratteri dei protagonisti di ‘Un delicato profumo di gelsomino’ di Giuseppe Iaconis – Edizioni Radici Future, 2022 pagg, 210 € 14,50.

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L’esortazione a rimuovere l’accidiosa etichetta ‘ndranghetista’ – identica a quella ‘mafiosa’ per la Sicilia – trovando forza e coraggio nelle ‘staminali’ di una Calabria pilastro della Magna Grecia, cuore pulsante della Scuola Pitagorica, presidio nobile degli Enotri e di quel Re dal cui nome trasse origine l’Italia. Una regione che dovrebbe sentirsi stanca di fare cronaca e tornare ad essere faro di cultura.

Il malinteso provocato dal ‘peccato originale’ di un’appartenenza maledetta all’origine di una storia di riscatto, composta dalle tessere di un mosaico che si compone – pagina dopo pagina – nella narrazione meridiana dell’autore, che svolge la sua attività didattica in un contesto alquanto difficile come quello di Locri (RC).

La storia di un amore senza tempo, per una terra madre e padre al tempo stesso, rappresentata nelle sue diverse sfaccettature: da quella angustiata e fortemente fiduciosa di Sofia a quella pregiudizievole di un brigadiere dei Carabinieri; da quella ingannevole e interessata di Osvaldo a quella smarrita di Stefania o all’altra decisamente fidata, accogliente e premurosa di Elvira.

Un affresco a tinte forti, in cui la figura di Michele si staglia per il carattere pervicace di uomo del Sud, capace di farsi ‘junco’ quando passa la piena e trovare il modo di affermarsi anche a livello internazionale, con il ‘fil rouge’ incolore, ma intenso nell’essenza inconfondibile del profumo del gelsomino.

Una dichiarazione a più voci, per cantare l’affetto e l’attaccamento alle proprie radici, da cui trarre linfa e stimoli per un futuro dall’orizzonte più largo e più ricco di legalità, perché come fa dire Iaconis a Michele: “Cos’è l’amore se non voglia di stare insieme, condivisione di valori e stima reciproca? Cos’è se non fiducia, spirito di sacrificio e trepidazione per l’altro? Cos’è se non esplosione incontrollabile di gioia, ma anche di tristezza? Cos’è se non paura di perdersi per sempre?” … Allora iniziai a parlarle nella speranza che in quello spazio di mezzo che separa la vita dalla morte, dove in quel momento si trovava, potesse giungerle l’eco della mia voce, del mio amore, dell’invocazione di perdono”.

L’amore per la Calabria, per ridare vigore alla speranza e alla rinascita!

(gelormini@gmail.com)

Pubblicata su “Affari italiani” in data 10 maggio 2022